Jurij Nikolaevič Roerich, figlio maggiore di Nikolaj e Elena Roerich, fu uno dei maggiori orientalisti del Novecento. La sua passione per la cultura e il mondo orientale si era manifestata fin da giovanissimo. Destano stupore la profondità e l’ampiezza delle tesi da lui sostenute già all’età di 17 anni. Studiò persiano e sanscrito a Londra, poi pali, sanscrito e cinese classico a Harvard. Già a 18 anni era considerato un orientalista formato e il confine fra studente e collaboratore si faceva sempre più labile. Negli anni di Harvard si dedicò a numerosi lavori di traduzione in russo, fra i quali il più importante è la traduzione delle Upanishad, lavoro che terminò in India, corredandolo di un vasto commento. Nel 1922 si trasferì a Parigi, dove si dedicò all’approfondimento delle lingue orientali con il prof. Paul Pellian al Collège de France e alla Scuola di Lingue Orientali. Nel 1923 partì con la famiglia per l’India. In virtù delle sue qualità di stratega e delle sue straordinarie competenze linguistiche (conosceva una ventina di lingue, perlopiù orientali, varianti dialettali incluse), Jurij Roerich fu in prima linea in tutte le spedizioni organizzate dai Roerich, che lo arricchirono in modo incomparabile anche sotto il profilo della conoscenza del mondo orientale, facendone un orientalista unico. Il lavoro di ricerca intrapreso con la spedizione in Asia Centrale del ’24-’28 trovò una naturale prosecuzione con la fondazione dell’Istituto di Ricerca “Urusvati”, la cui direzione fu affidata a Jurij. La sua attività di orientalista proseguì negli anni di Khandala e Kalimpong. Insegnò cinese e tibetano, si dedicò alla traduzione di testi tibetani e alla stesura di una grammatica con vocabolario di tibetano moderno.
Dopo la morte della madre, su indicazione di Elena Roerich stessa, fece ritorno a Mosca nel 1957, dove visse e lavorò fino alla morte, sopraggiunta nel 1960. Fu insegnante all’Istituto di Studi Orientali dell’Unione Sovietica, presso l’Accademia delle Scienze, dove diresse la sezione di filosofia indiana e storia delle religioni. Portò avanti uno studio fondamentale sulla storia dell’Asia Centrale e curò un dizionario tibetano-russo-inglese. Si occupò soprattutto di diffondere con cautela l’Insegnamento dell’Etica Vivente, sensibilizzando un numero sempre crescente di persone al valore dell’opera dei Roerich e dell’Insegnamento da loro veicolato. Dall’India portò con sécirca 500 opere del padre eorganizzò la prima mostra di dipinti di Nikolaj Roerich in Unione Sovietica, prendendosi anche cura delle condizioni di esposizione delle opere di Nikolaj Roerich presenti nei musei russi. È così che Jurij Roerich ha contribuito alla creazione di un potente magnete legato all’Etica Vivente in Unione Sovietica, che ha portato allo sviluppo di un importante movimento Roerich nella Russia di oggi.
Gli incontri e le conferenze organizzate dall'Associazione nelle sue varie sedi, vertono ogni anno su un tema specifico, entro il quale ogni gruppo organizza e sviluppa i propri contenuti.
Il tema di quest'anno è:
LE INFINITE MANIFESTAZIONI DELLA BELLEZZA
"Dove vi è Cultura vi è Pace,
dove vi è Pace vi è Cultura"
Il movimento internazionale per l’approvazione del 15 di aprile come Giornata Mondiale della Cultura sotto il simbolo della Bandiera della Pace (cfr.) si ispira al pensiero di Nikolaj Konstantinovič Roerich, ideatore del Patto Roerich per la protezione delle istituzioni artistiche, scientifiche e dei monumenti storici.
Le organizzazioni che fanno parte del movimento internazionale sono unite nell’obiettivo di mettere in evidenza l’assoluta priorità di cui la Cultura deve godere nella politica interna ed estera dei paesi, in quanto elemento fondante di una vita all’insegna della creatività, della bellezza e della pace. È possibile dare il proprio contributo al movimento aderendo alla raccolta firme sul sito www.udculture.info.